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Dal 15 Febbraio al 27 Maggio 2024

Annabella Rossi: "Vivere la realtà è già scienza"

Colloqui di Salerno 2023-2024

Biblioteca centrale del Polo Umanistico "E. R. Caianiello" (Edificio A3)

Verrà inaugurata giovedì 15 febbraio, presso lo spazio espositivo della Biblioteca E.R. Caianiello, la mostra "Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'", a cura di Vincenzo Esposito e del Laboratorio interdipartimentale di Antropologia "Annabella Rossi" - UNISA, con la collaborazione di Ugo Vuoso.

La manifestazione gode del patrocinio e del contributo dell’Università degli Studi di Salerno DispacDipartimento di Scienze del patrimonio culturale, DisuffDipartimento di Scienze umane filosofiche e della formazione, Disps-Dipartimento di Studi politici e sociali, CBA-Centro Bibliotecario d’Ateneo e del Comune di Salerno e della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana.

« I Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'" stigmatizzano due date di celebrazione: quello che sarebbe stato il 90esimo compleanno, nel 2023, della studiosa nata nel 1933, e il quarantennale - quest'anno - dalla morte avvenuta prematuramente nel 1984», ha detto il prof. Vincenzo Esposito, ricordando il lavoro svolto dalla Rossi all'Università di Salerno, dove aveva insegnato Antropologia culturale.

Proprio presso l'Ateneo salernitano, quello che fu il suo assistente, il prof. Paolo Apolito, fondò un laboratorio di Antropologia a lei intitolato. «Per tutta la sua vita di donna, studiosa e ricercatrice, Annabella Rossi, di professione antropologa culturale, ha "vissuto la realtà" dei suoi interlocutori e delle sue interlocutrici, sul campo e in cattedra, con le tarantate salentine o con i partecipanti alle "Feste dei poveri" del Mezzogiorno; con i suoi colleghi e con i suoi collaboratori; con gli studenti dell’Università di Salerno e con il personale del MNATP-Museo nazionale delle Arti e Tradizioni popolari, oggi Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura. Ha costruito relazioni con gli altri, per dialogare con gli altri della loro cultura».

Il suo maestro fu l'antropologo Ernesto de Martino, al quale Annabella Rossi aveva chiesto quale metodo bisognasse usare per essere dei bravi antropologi e lui le aveva risposto, semplicemente, di "vivere le sue esperienze", il metodo sarebbe arrivato dopo, aggiungendo: "Vivere la realtà è già scienza".

La Rossi partecipò alla spedizione demartiniana sul tarantismo nel Salento, esperienza che le cambiò la vita, già improntata in età giovanile a principi della democrazia e dell’uguaglianza, sviluppando interesse per l’arte, per la fotografia, per la musica jazz insieme ad un’indole anticonformista marcatissima. Si laureò all’Università di Roma in Lettere discutendo una tesi in Storia dell’Arte, nel 1957; frequentò, tra gli altri, scrittori e pittori quali Fortunato Depero, Enrico Accatino, Carlo Emilio Gadda, conobbe Mario Praz e Renato Guttuso.

In vista della spedizione in Salento nelle riunioni a Roma, in casa de Martino, conobbe gli altri membri dell’équipe multidisciplinare: Diego Carpitella, etnomusicologo, G. Jervis, psichiatra, Letizia Comba, psicologa, Amalia Signorelli, antropologa, Franco Pinna, fotografo.

Era il 20 giugno del 1959, quando la studiosa giunse, col resto dell’équipe di de Martino, al Cavallino bianco di Galatina (LE), la locanda che funse da base operativa per la missione etnografica. Da quel momento, non smise mai di occuparsi scientificamente e umanamente del fenomeno del tarantismo, da lei studiato, indagato e descritto in circa un ventennio di attività (1959-1977).

In locandina sono presentate le date dei singoli eventi.

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